It adds the gacutil.exe -i and Reflector.exe command to the right-click context menu.
Get Reflector.exe at: http://www.aisto.com/roeder/dotnet/
DLLShortcuts.reg (create in notepad and double click)
Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_CLASSES_ROOT\dllfile\Shell]
@="c:\\reflector\\reflector.exe "%1""
[HKEY_CLASSES_ROOT\dllfile\Shell\InstallGAC]
[HKEY_CLASSES_ROOT\dllfile\Shell\InstallGAC\command]
@="\"c:\\Program Files\\Microsoft Visual Studio 8\\SDK\\v2.0\\Bin\\gacutil.exe\" /i "%1""
[HKEY_CLASSES_ROOT\dllfile\Shell\Reflector]
[HKEY_CLASSES_ROOT\dllfile\Shell\Reflector\command]
@="c:\\reflector\\reflector.exe "%1""
But small addition: if you change @="c:\\reflector\\reflector.exe %1" to the @="c:\\reflector\\reflector.exe \"%1\"" it works for any paths because initial version doesn't work with path which contains spaces in the names
Forse non tutti sanno che...MASTELLA.... Clemente Mastella, attuale Ministro di Grazia e Giustizia, nonché Sindaco di Ceppaloni, avente diritto quindi a doppio stipendio e relativi doppi benefici, nasce professionalmente come giornalista. Ma come inizia la carriera di costui? Semplice: Mastella stesso racconta come l'assunzione alla Rai sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale. In vista delle elezioni politiche del 1976, come sempre racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva "ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò". Mastella fu quindi eletto deputato, nelle fila della Democrazia Cristiana. E dopodiché non ha piú tolto il sedere da una poltrona.
Molto discussi sono i trascorsi rapporti di amicizia con l'ex-presidente del consiglio comunale di Villabate e condannato per mafia Francesco Campanella. Rapporti tanto stretti che Mastella fu testimone delle nozze di Campanella. Alle stesse nozze fu testimone anche il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. All'inizio del febbraio 2007 viene raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Napoli. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio, dichiarato nel 2004 con sentenza del Tribunale di Napoli. L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un fatto dovuto, dal momento che, all'epoca della commissione dei presunti illeciti (2002), Mastella era membro a tutti gli effetti del consiglio di amministrazione della Società di cui era, tra l'altro, vicepresidente. Interpellato al riguardo, Mastella si è ovviamente chiamato fuori dal crac della squadra, sostenendo di non aver mai partecipato direttamente alla gestione della Società.
Ricodate da piccoli :"mamma, mamma, mi hanno rubato i biscotti, mamma, aiuto, mamma!"
E il buon Stato Italiano, con Valium Prodi al comando e Berlusconi suo fiero vice....all'aiuto di Mastella.
Mastella- De Magistris, attentato alla democrazia!
La vicenda che vede coinvolti il Guardasigilli ed il PM è l’esempio emblematico del conflitto fra poteri istituzionali che l’Italia sta vivendo da quindici anni a questa parte.
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Así es, los alquileres no declarados y otros fraudes inmobiliarios tienen sus días contados, Hacienda se endurecerá a partir del próximo año gracias a las nuevas armas de las que dispondrá para luchar contra este tipo de fraude. Algunas de ellas ya las hemos mencionado en Cienladrillos, la conexión directa con todas las notarías del país, el rastreo de los contratos eléctricos y el pago de sus recibos, etc.
Según indica Luís Pedroche, controlar los contratos de las compañías eléctricas ha sido un tema muy complicado, numerosos errores en unos 1.700.000 contratos debían subsanarse para poder cotejar y conocer a quién pertenece un contrato eléctrico y si éste es el propietario de la vivienda. Los errores más comunes hacían referencia a la descriptiva, utilizar “calle de” si en realidad se trataba de una avenida, este error ha bastado para tener que retrasar la posibilidad de contrastar la información oportuna hasta enero del próximo año.
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* Un estudio revela que la región tiene el peor valor medioambiental.
* Los madrileños consumen más recursos de los que disponen.
* Madrid es la comunidad más insostenible; Extremadura y las Castilla, las menos.
El secretario general para el Territorio y la Biodiversidad, Antonio Serrano, reveló que "Madrid tiene el peor valor" en resultados medioambientales, sólo por detrás de "Ceuta y Melilla".
Il decreto “bulgaro” di Prodi Da tre a qualche milione. Ricordate il decreto “bulgaro” di Berlusconi? Quello che tappò la bocca a Biagi (Enzo), Luttazzi e Santoro? Bene, siamo passati dal chiudere la bocca a tre giornalisti scomodi a tapparla all’intero Web italiano. Ci sarebbe da ridere, se non ci si dovesse incazzare.
Mentre andava in scena la “democratica” ratatouille del Partito Democratico, solo due giorni prima - zitti zitti, il 12 ottobre del 2007 – il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge (ricevuto come “legge delega”, lo stesso strumento tanto “combattuto” quando era Berlusconi a servirsene).
La data della “delega”? Il 3 agosto del 2007: oh, oggi ci riempiono di chiacchiere, ci varano i partiti democratici, ci parlano di un Finanziaria che sarà blindata come un bunker. Perché? Poiché dal 23 Luglio (Welfare) ad Agosto inoltrato hanno legiferato su tutto quello che interessava loro. Il resto? Cavoli degli italiani! Per fortuna (o per loro sfiga), ci sono persone che scrivono anche d’estate: sarà perché – per sorreggere la (loro) ricchezza economica – tanti non sanno più cosa sono le vacanze?
Dovremmo tutti ringraziare l’avvocato Valentino Spataro, che scrive per Civile.it, ed ha scoperto l’inganno.
Con il decreto bulgaro – udite, udite – potranno chiudere qualsiasi sito o blog sul Web, quando e come vorranno. Perché?
Poiché all’articolo 2, comma 1, definiscono il prodotto editoriale:
“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso"
Tutti controllati? No, perché se siete qui per vendere o per comprare – siore e siori – non ce ne frega un accidente. Basta che non ci rompiate i maroni.
Difatti, al comma 2:
“Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.”
E che c’entro io, che scrivo sul mio blog su Internet? Io non faccio attività editoriale, nessuno mi paga…sono garantito dalla Costituzione che, all’art 21, garantisce la libertà di stampa…
Vendi qualcosa? No, e allora beccati il successivo articolo 5:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".
No, un momento: non si afferma che sono io, proprio io, che scrivo su Internet! No? Beccati l’articolo 7
(Attività editoriale su internet)
“1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.”
Sei proprio sicuro di non essere un soggetto pubblico? Mi sa che Grillo ci rientri, così come i tanti siti della controinformazione italiana. A rigor di logica, potrebbe entrarci qualsiasi blog.
Beh…ma non c’è una via d’uscita? Un modo per scapolarla senza doverci iscrivere in massa ai domini .ru, .tk, ecc, ossia a quei domini che (questione spinosa…) non dovrebbero ricadere nella giurisdizione italiana?
Ma certo che c’è! Prima fai un bel Saluto al Romano e poi leggi l’articolo 6 comma1:
“Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.”
Infrastrutture, Italia fanalino di coda in Europa L'Italia è il «fanalino» di coda in Europa per le infrastrutture. Lo denuncia la Cgia di Mestre che ha messo a confronto i chilometri di ferrovie, di autostrade, di strade statali e provinciali e di fiumi navigabili in rapporto alla popolazione dei principali Paesi Ue. Il risultato che emerge da questa comparazione è che l'Italia è quasi sempre in coda alla classifica.
Rotaie
«Per quanto riguarda le ferrovie - rileva una nota dell'associazione artigiana -, abbiamo 28 km di strada ferrata ogni 100.000 abitanti. La Germania ne registra 43,4 km, la Francia addirittura 51,1. A guidare la classifica l'Austria con 70 km di ferrovie ogni 100.000 abitanti.
Autostrade
Quando il confronto prende in esame come parametro di riferimento il numero di Km di autostrade ogni 100.000 abitanti le cose peggiorano. Nel nostro Paese registriamo 11,4 km, in Germania 14,6 e in Francia 16,7. la Spagna addirittura più del doppio di noi con 23,8 km ogni 100.000 abitanti».
Trasporto su acqua
La situazione precipita quando la comparazione si basa sul numero di chilometri di fiumi e canali navigabili. «Mentre la Francia ne registra 13,9 ogni 100.000 abitanti - scrive la Cgia di Mestre - la Germania 9,1, il Belpaese solo 1,5.
Strade statali
Solo con la viabilità cosiddetta 'localè riusciamo a salvare la faccia. In questo caso registriamo 278,2 km di strade statali e provinciali contro i 266,3 Km della Germania. La Francia, invece, ancora una volta ci surclassa con ben 629 km ogni 100.000 abitanti».
«È bene ricordarlo - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - che a preoccuparci non è solo il dato quantitativo messo in evidenza da questa analisi ma, anche, il livello qualitativo delle nostre infrastrutture che purtroppo penalizza oltre misura non solo i cittadini ma soprattutto l'economia».